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ENDODONZIA MICROSCOPICA

 

 

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L’endodonzia Microscopica, è una tecnica moderna per operare endodonticamente  con una ottima visualizzazione.

La visione dei canali e la misurazione della profondità sono indispensabili nella cura.

 

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Come l’utilizzo della diga in lattice, elemento indispensabile per la riuscita della cura, la moderna microscopia permette anche di individuare canali non apprezzabili a vista normale. Questi canali accessori devono essere trattati come gli altri canali  principali per la buona riuscita della cura.

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Leica Picture                                                                                                                                                                   un Molare superiore 27, con 4 canali.

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Qui si possono vedere tre fasi di chiusura endodontica  canalare fino all’apice.  La sigillatura dei  canali è indispensabile in tutto il loro tragitto per una giusta  cura Endodontica.  Successivamente  dopo la  chiusura dei canali si sigilla la zona della biforcazione e la base della corona con dei materiali resistenti . L’Ultima fase è caratterizzata dalla ricostruzione della  cavità  della corona, si esegue quindi una  ricostruzione di Conservativa.

PROTESI SU IMPIANTI CON BARRA

Barra con attacchi su 4 impianti

Con solo 4 impianti in paziente Edentulo (senza denti) e osso sufficiente, abbiamo studiato una Barra avvitata sugli  impianti corredata di attacchi speciali che si inseriscono sulla protesi senza palato, per la soddisfazione del paziente sia estetica , masticatoria, ma sopratutto per aver evitato la zona palatale per lui molto sensibile.

 

La barra fotografata attraverso uno specchio

 

La protesi applicata alla Barra

 


ENDODONZIA CON CHIUSURA CANALARE IN THERMAFILL

Metoto di chiusura di Matrice Svizzera, per certi canali da ottimi risultati di qualità sigillante.

Dopo il lavaggio endocanalare del 14 (1 Premolare), e il relativo assorbimento con coni di carta assorbenti sterili, si aggiunge il thermafil dopo aver sabilito la profondità dell’apice.

Sucessivamente viene rimosso in manico del thermafill scaldandolo, per poi procedere alla otturazione conservativa finale.

UN IMPIANTO SEMPLICE.. TUTTO QUI !

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

TRAUMA DELL’INCISIVO CENTRALE 1.1

La Paziente causa un trauma, si frattura l’incisivo centrale 1.1. Immediatamente portata nel mio studio, decido di preparare l’elemento e improntarlo, per creare una faccetta provvisoria. Quest’ultima sarà rimossa dopo aver eseguito le relative impronte e articolazioni di studio protesico per consegnare la faccetta in Disilicato definitiva.

 

IMPLANTOLOGIA IN ZONA EDENTULA DA TRE ANNI MASCELLARE SUPERIORE IN DONNA DI 60 ANNI

Dopo tre anni senza tre elementi il 13, 14, 15, la paziente di 60 anni mi chiede una riabilitazione protesica fissa. Si procede con lo studio Tac Dental Scan per valutare la struttura ossea se idonea ad accogliere impianti.

La Tac da un responso positivo e si procede con l’implantologia osteointegrata utilizzando impianti di diametro 4, e di lunghezza 9.

Dopo 15 giorni, si esegue il carico con una protesi fissa  in resina,  la guarigione dei tessuti attorno agli impianti si concretizza circa due mesi dall’intervento, qundi si procede nell’inserimento di una protesi fissa in  metallo /ceramica da 13 a 16, ridando funzionalità masticatoria ed estetica alla paziente.

 

 

foto 1

Foto 2 fine del lavoro

 

IMPLANTOLOGIA MANDIBOLARE CON ATROFIA OSSEA ASSOCIATA A PATOLOGIE MEDICHE RILEVANTI

La mancanza assoluta della cresta ossea mandibolare, impedisce il normale posizionamento della protesi totale, che sfugge  al paziente durante la masticazione e nelle articolazioni delle parole.


Il Caso :

Il paziente si presenta nel mio studio chiedendo se era possibile fermare la sua protesi nonostante la mancanza di osso, la sua età( 86 anni), e le sue diverse patologie.

Dopo un accurato esame clinico Medico Odontoiatrico, e una attenta valutazione degli ultimi esami ematochimici , delle radiografie, OPT Panoramica ,Torace, si evidenziano questi aspetti:

1) Cardiopatia Ischemica pregressa  2 IMA,  3 bypass aorto-coronarici, insufficienza di pompa cardiaca – 20%,  politerapia con Anticoagulante , Beta bloccante, Calcio Antagonisti.

2) Bronchite Cronica con  conseguente Enfisema Cronico. O2 terapia al bisogno, e Broncodilatatori.

3) Diabete tipo due in terapia con Metformina e Glipizide.

4) Dimagrimento in aumento per difficoltà masticatorie, ma non per mancanza di appetito.

Alla Radiografia Polmonare si evidenziano i segni di bronchitre cronica, torace a botte per enfisema , e discreta dilatazione dell’ombra cardiaca. Negli esami EmatoChimici si presentano alterati la Glicemia, le transaminasi, il tempo di Quick e Ptt , per terapia anticoagulante,  e la Ves.

Il Cardiologo che aveva in cura il Paziente richiedeva una soluzione protesica Odontoiatrica Urgente, ” se possibile”.

DIAGNOSI:  Trattasi di paziente ASA 3 con patologie gravi e  difficoltà di ricupero cicatriziale,  marcata trofia Mandibolare.

La Normalizzazione dei sintomi Cardiologici e Respiratori, ( nessuna fase acuta), mi orientano su un tipo di implantologia  semi invasiva,  per via Transmucosa, e un intervento in anestesia con Carbocaina 3% priva quindi di vasocostrittori, e Protossido di Azoto per via nasale. Monitoraggio pressorio, di O2 e Co2, e Cardio frequenza. Non Faccio Interrompere nessun anticoagulante.

Come si vede dalla radiografia non posso permettermi di utilizzare molto spazio mandibolare e mentoniero. Decido per utilizzare dei miniImplant da 2mm di diametro per 8 di lunghezza, inserendone  tre,  intrforaminali.

Dopo 10 giorni tolgo i punti di sutura e procedo alla ribasatura della sua vecchia Protesi, inserendo gli attacchi nella stessa.

Procedo così al carico su  i tre impianti, a 12 giorni dall’ Intervento.

Il paziente inizia subito la riabilitazione  masticatoria protesica .

Dopo  30 giorni si nota un aumento del peso di 3,5 Kg. Il Suo Cardiologo, ritiene l’intera operazione un successo clinico, per un paziente ASA 3, concordo pienamente.

Dr. Eugenio Ferrari-Gino

VIDEO DI UNA APICECTOMIA DEL 1.1 CON CISTI FIBROSA DEL MASCELLARE SUPERIORE ESTESA ALLO SPAZIO 1.2


Nel video si evidenzia, la semplicità dell’intervento, dopo sei mesi l’elemento 1.1 era guarito dalla Necrosi Apicale, e lo spazio cistico era completamente riassorbito, pronto ad accogliere un impianto.

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

Continua….

La Pulpite La Necrosi e I Granulomi Apicali

E’ l’infiammazione della polpa del dente, composta da vasi arteriosi, venosi, e terminali nervosi. Dalla parte centrale del dente si diffondono lungo le radici fino ai loro apici.
<p style=”text-align: center;”>Tra l’apice della radice e l’osso sottostante si possono formare delle necrosi del tessuto chiamati “Granulomi”. E’ Una reazione infiammatoria Granulomatosa apicale che deriva o da carie venuta a contatto con la polpa, oppure dal parodonto, che è l’insieme dell’esterno del dente (cemento), legamenti parodontali, e l’osso Alveolare. Ad esempio quando è presente una malattia parodontale che lentamente forma tasche attorno ai denti fino nell’osso, che alloggia il dente, L’Alveolo dentale.

In condizioni gravi, quando la carie è molto vasta , o vi sono presenti delle fratture interadicolari e tasche profonde , che compromettono la stabilità e la guarigione totale del dente allora si decide per l’ ESTRAZIONE DEL DENTE.

 

Se il paziente non arriva in studio  in queste condizioni, allora si può salvare il dente con la<strong> terapia Canalare Endodontica, con l’Utilizzo del Microscopio Ottico.

 

ESTRAZIONE DI UNA RADICE DI UN PREMOLARE SUPERIORE SINISTRO

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI