PROTESI SU IMPIANTI CON BARRA IN TITANIO, una alternativa a chi non ha molto osso.

SOLO SU 4 IMPIANTI SI CREA UNA BARRA IN TITANIO.


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LA COMPONENTISTICA.
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MONTATA SULLA ZONA MANDIBOLARE SU GLI IMPIANTI PRECEDENTEMENTE FISSATI.
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LA PROTESI SI ATTACCA E SI STACCA PER L’IGIENE (MI SCUSO PER LA FOTO SFUOCATA)
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IL RISULTATO COMUNQUE C’E’..
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Il Nuovo Video dello Studio

Video creato dal Dr Eugenio Ferrari Gino , tutti i diritti sono risercari , licenza CC
Licenza Creative Commons
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LA RIMOZIONE DI OTTURAZIONI DI AMALGAMA IN SICUREZZA

Questo studio esegue le rimozioni di vecchie otturazioni in amalgama contenenti Mercurio. Questo provoca una forma di tossicità sia acute che croniche,un danno aspecifico e morte cellulare. Nella intossicazione acuta, gli effetti riscontrati sono broncopolmonite, con sintomi neurologici a livello del SNC e dell’apparato gastrointestinale. Nella tossicità cronica gli effetti riscontrati comprendono tremori, forme di allucinazioni, danno renale, neurotossicità a livello della corteccia cerebrale (una delle zone del cervello deputata all’attività cognitiva) e del cervelletto (parte impiegata nell’attività motoria), alterazioni dei movimenti, debolezza muscolare, perdita della vista e dell’udito, morte.

L’asportazione del dentista deve essere eseguito in sicurezza secondo un protocollo, e quest’ultimo prevede:

  • L’uso della Diga
  • l’aspirazione con speciali cannule in situ e a distanza
  • Occhiali e cuffia al paziente , oltre un grembiule di protezione
  • accurata anche la sicurezza degli operatori, maschera filtrante, occhiali, guanti in lattice, camici normali,o usa e getta e cuffie normali o usa e getta, copriscarpe.

Lo studio è dotato di Aspiratore con separatore di Amalgama come da Legge che viene smaltita da una apposita ditta.

Si monta la diga per maggior protezione del paziente, prima di rimuovere l’amalgama.
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PARODONTITE E ALZHEIMER

USA: un studio ha dimostrato che il batterio Porphyromonas gingivalis, spesso isolato nelle parodontiti croniche, produce proteine tossiche chiamate gingipain. Queste produrrebbero una proteina beta -amiloide che impedisce la normale trasmissione tra le cellule cerebrali

Dei ricercatori hanno trovato il batterio “Gingivalis Porphyromonas” nel cervello di pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer. Il Dott. Jan Potempa, professore e ricercatore nel Dipartimento di Immunologia orale e Malattie infettive dell’Università di Louisville, è nel gruppo di scienziati internazionali diretti dall’azienda farmaceutica “Cortexyme”, che da molti anni si occupa di produrre agenti terapeutici per invertire il corso del morbo di Alzheimer e di altri disturbi degenerativi, neurologici.

Lo scienziato Dr. Potempa, ha sempre sostenuto che degli agenti infettivi giocassero un ruolo sullo sviluppo e sulla progressione dell’Alzheimer, però tutte le prove relative al nesso causale non erano state convincenti.

Dei ricercatori hanno trovato il batterio “Gingivalis Porphyromonas” nel cervello di pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer. Il Dott. Jan Potempa, professore e ricercatore nel Dipartimento di Immunologia orale e Malattie infettive dell’Università di Louisville, è nel gruppo di scienziati internazionali diretti dall’azienda farmaceutica “Cortexyme”, che da molti anni si occupa di produrre agenti terapeutici per invertire il corso del morbo di Alzheimer e di altri disturbi degenerativi, neurologici.

Lo scienziato Dr. Potempa, ha sempre sostenuto che degli agenti infettivi giocassero un ruolo sullo sviluppo e sulla progressione dell’Alzheimer, però tutte le prove relative al nesso causale non erano state convincenti.

Adesso però sostiene che vi siano delle prove convincenti nella patogenesi del “P. gingivalis” pro Alzheimer, ma sono necessarie ancora molte ricerche prima che P. gingivalis sia principalmente coinvolto nella patogenesi della malattia. «Lo studio si concentra su una classe di terapie molecolari che prendono di mira le principali cause di virulenza come le proteasi che alterano in negativo influendo sulla inibizione delle citochine, lo sviluppo dell’Alzheimer, che potrebbe essere associato epidemiologicamente e clinicamente alla parodontite».
I ricercatori hanno anche notato che nei topi la gingipain ha portato ad un aumento della proteina beta-amiloide nel cervello. Nei pazienti con malattia di Alzheimer, questa proteina si accumula nella placca tra le sinapsi delle cellule cerebrali e impedisce loro di comunicare correttamente

Nel tentativo di bloccare la neurotossicità indotta dal batterio P. gingivalis, L’azienda farmaceutica Cortexyme ha sviluppato una serie di terapie basate da piccole molecole che tentano di bloccare la neurotossicità della proteina gingipain. Negli esperimenti preclinici, è emerso che l’inibizione del composto COR388 porta a una diminuzione della carica batterica dell’infezione cerebrale causata dal batterio P. gingivalis e bloccando la produzione di Aβ42, si riduce la neuroinfiammazione, proteggendo i neuroni nell’ippocampo.

Nello scorso ottobre 2018, l’azienda farmaceutica Cortexyme, ha pubblicato i risultati della prima fase dello studio clinico sul COR388, proprio in occasione dell’undicesima Conferenza sull’Alzheimer’s Disease Clinical Trials. Il COR388 ha dimostrato le tendenze positive in diversi test cognitivi di pazienti con l’Alzheimer e nei piani della azienda farmaceutica c’è la volontà di provare una seconda e terza fase di studi clinici nel 2019.

Lo studio intitolato «Porphyromonas gingivalis in Alzheimer’s disease brains: Evidence for disease causation and treatment with small-molecule inhibitors» è stato pubblicato nel numero di gennaio della rivista Science Advance.

 

IL TUMORE DELLA LINGUA, CARCINOMA BASOCELLULARE SQUAMOSO.

Ricercatori dell’Università di CLEVELAND USA,”Case Western Reserve University School of Medicine, Cleveland Clinic and University Hospitals Cleveland Medical Center”, hanno evidenziato che la presenza espressa in quantità. In altri termini, nel caso di tumori vi è un aumento dei batteri e funghi, rispetto al tessuto non tumorale, ipotizzando così che alcuni batteri e funghi in una quantità sufficiente potrebbero giocare un ruolo nella genesi del tumore della lingua.

In passato una ricerca dimostrò che i batteri possono stimolare lo sviluppo del tumore dello stomaco, e una interazione funghi e batteri contribuiscono ad accelerare la virulenza del morbo di Crohn.

Così se si stabiliscono dei marcatori su determinati batteri e funghi, come pre test per il tumore della lingua si anticiperebbero le cure prima della sintomatologie e delle lesioni. Questo viene dichiarato dal  co-autore della ricerca Mahmoud A. Ghannoum, professore al Department of Dermatology al Case Western Reserve School of Medicine and University Hospitals Cleveland Medical Center.

Il tumore della lingua in percentuale dei casi è in aumento, generalmente si sviluppa nei due terzi anteriori della lingua ed è il secondo tumore maligno più diffuso.

Il HPV o Papillomavirus causa quasi il 90% dei tumori alla base della lingua, l’HPV è scarso nel cancro della lingua solo nel 2-3%. Purtroppo le cause non sono chiare, si pensa molto che le mutazioni genetiche e comportamentali (scarsa igiene orale,tabagismo, bere alcolici).

Nella scarsa igiene orale, vi sono diversi batteri chiamati (Batterioma Orale), e fungina Mycobioma. Quest’ulimo non è stato studiato a fondo quanto il primo nella genesi o presenza del cancro della lingua.

Nella ricerca di CLEVELAND, è stato estratto il DNA in 39 tumori in oggetto, il Firmicutes  che sono un “phylum di batteri gram positivi”, maggiormente presenti nei tessuti tumorali ( un 48%,su un 40%). Anche lo streptococco era prevalente. Quindi sia i batteri che i funghi sono abbondanti nei tessuti tumorali rispetto quelli non tumorali. Io aggiungerei solo un 10%, e senza lesione e sintomi potrebbero simulare una malattia opportunistica. Quindi, e parlo a titolo personale, un test con marcatori sensibili per funghi e batteri, potrebbe dare una aiuto in più, ma si potrebbe anche rischiare di intraprendere terapie invasive in tessuti non maligni. Se quello che è stato scoperto, come influenzano la crescita o forse la genesi del tumore queste colonie miste? “Sarà necessaria una seconda ricerca per capirlo, purtroppo quindi siamo ancora lontani, dal capire cosa si può fare per una diagnosi precoce.”

Rimane quindi necessario, appena si valuta una lesione linguale ,fare una accurata anamnesi, (non scordiamoci mai della genetica). Esami bioumorali, tamponi colturali e biopsia mirata con diagnosi citologica,e anche qui colturale. A seconda del risultato procedere con l’exeresi chirurgica, e la terapia.

Questa ricerca, intitolata “Bacteriome and mycobiome associations in oral tongue cancer” è stata pubblicata sull’Oncotarget journal del 19 Ottobre 2017.

CISTECTOMIA IN ZONA INCISALE DEL MANDIBOLARE

Un intervento necessario per salvare i denti adiacenti e ridare forma a un osso necrotico e deforme.

Dopo 6/8 mesi di rigenerazione dell’osso con il materiale sostitutivo sintetico, si può procedere a un controllo con tac Cone Beam, per lo studio implantologico e ridare la funzionalità e sorriso al paziente.

VIDEO REALIZZATO NELLO STUDIO FERRARI