IMPLANTOLOGIA : GUIDA PER IL PAZIENTE

Cos’è

Una nuova metodica per aggiungere uno o più denti persi per malattia paradontale , trauma o estrazione da patologia.
Può sostituire vecchie protesi totali o parziali antiestetiche, fermare il movimento delle protesi totali durante i pasti e mentre si parla.
Si ricostruisce in modo fisso l’apparato dentale impostando anche quello gengivale ricreando un sano ed estetico aspetto alla bocca.

L’impianto


Formato da una vite in Titanio di varie forme (conica, cilindrica, con testa esagonale esterna o interna) viene ricoperto da materiali molto particolari tipo l’Osseotite, o il nuovissimo Nanotite dove si assiste a un aumento della crescita ossea nella sede dell’inserimento, con il conseguente miglioramento della stabilità primaria dell’impianto.
Esistono molti tipi d’impianti in commercio, ma è meglio sempre chiedere al proprio dentista spiegazioni sul tipo d’impianto che usa, proprio perché non tutti sono dotati di certe tecnologie che migliorano l’integrazione e riducono i tempi di attesa dopo la prima fase chirurgica.

Prima fase

Come si mette
Si esegue sotto semplice anestesia locale un’incisione nel sito individuato e studiato dal dentista, si procede con un foro nella zona ossea della lunghezza e del diametro corrispondenti all’impianto scelto.
In seguito si introduce l’impianto fino alla superficie ossea e si avvita su di esso una vite di chiusura.

Si termina l’intervento chiudendo i due lembi con pochi punti di sutura.

Durata intervento
Dipende da quanti impianti si mettono, se non si devono eseguire innesti ossei o rialzi del seno mascellare (verranno spiegati in seguito), e dall’abilità dell’operatore.
Un solo impianto 30 minuti, dai due a cinque o sei 1 ora e 40 minuti.

Guarigione
Dopo 10 giorni circa si tolgono i punti di sutura per il metodo tradizionale, o nel carico immediato. Si aspetta che l’osteointegrazione sia completata (dai 2 ai 3 mesi) con i nuovi impianti, poi si passa alla seconda fase.

Seconda fase

Si scoprono gli impianti sollevando la gengiva cicatrizzata su di loro, eseguendo un’incisione circolare. Si svita la vite di copertura e si avvita la vite di guarigione. Questa serve a fare guarire la gengiva attorno alla vite riformando anche la papilla interdentale persa in precedenza.

Queste viti rimarranno fino al montaggio,possono essere coperte da elementi provvisori in resina.

Dopo una settimana sono provati gli “Abutment” che si collegano all’impianto, questi sono i portanti del ponte in titanio che sarà posizionato dopo una settimana, ricoperto di ceramica o altri materiali tipo l’allumina o zirconia (vedi foto).

Consegna del lavoro

Così nel giro di 4 mesi si ha una nuova bocca, funzionale ed estetica. La struttura gengivale si adeguerà in pochi mesi ai nuovi spazi interdentali.

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