SIMULAZIONE IMPLANTOLOGICA

IMPLANTOLOGIA DI UN SINGOLO ELEMENTO IL 3.3

La durata dell’intervento è breve, la dose di anestesia è 1/2 fiala, nessun tipo di dolore. Possibile gonfiore. Dopo 1 mese si inizia a preparare la parte superiore che accoglierà la corona in ceramica.

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

ENDODONZIA MICROSCOPICA

 

 

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L’endodonzia Microscopica, è una tecnica moderna per operare endodonticamente  con una ottima visualizzazione.

La visione dei canali e la misurazione della profondità sono indispensabili nella cura.

 

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Come l’utilizzo della diga in lattice, elemento indispensabile per la riuscita della cura, la moderna microscopia permette anche di individuare canali non apprezzabili a vista normale. Questi canali accessori devono essere trattati come gli altri canali  principali per la buona riuscita della cura.

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Qui si possono vedere tre fasi di chiusura endodontica  canalare fino all’apice.  La sigillatura dei  canali è indispensabile in tutto il loro tragitto per una giusta  cura Endodontica.  Successivamente  dopo la  chiusura dei canali si sigilla la zona della biforcazione e la base della corona con dei materiali resistenti . L’Ultima fase è caratterizzata dalla ricostruzione della  cavità  della corona, si esegue quindi una  ricostruzione di Conservativa.

IMPLANTOLOGIA IN ZONA EDENTULA DA TRE ANNI MASCELLARE SUPERIORE IN DONNA DI 60 ANNI

Dopo tre anni senza tre elementi il 13, 14, 15, la paziente di 60 anni mi chiede una riabilitazione protesica fissa. Si procede con lo studio Tac Dental Scan per valutare la struttura ossea se idonea ad accogliere impianti.

La Tac da un responso positivo e si procede con l’implantologia osteointegrata utilizzando impianti di diametro 4, e di lunghezza 9.

Dopo 15 giorni, si esegue il carico con una protesi fissa  in resina,  la guarigione dei tessuti attorno agli impianti si concretizza circa due mesi dall’intervento, qundi si procede nell’inserimento di una protesi fissa in  metallo /ceramica da 13 a 16, ridando funzionalità masticatoria ed estetica alla paziente.

 

 

foto 1

Foto 2 fine del lavoro

 

IMPLANTOLOGIA MANDIBOLARE CON ATROFIA OSSEA ASSOCIATA A PATOLOGIE MEDICHE RILEVANTI

La mancanza assoluta della cresta ossea mandibolare, impedisce il normale posizionamento della protesi totale, che sfugge  al paziente durante la masticazione e nelle articolazioni delle parole.


Il Caso :

Il paziente si presenta nel mio studio chiedendo se era possibile fermare la sua protesi nonostante la mancanza di osso, la sua età( 86 anni), e le sue diverse patologie.

Dopo un accurato esame clinico Medico Odontoiatrico, e una attenta valutazione degli ultimi esami ematochimici , delle radiografie, OPT Panoramica ,Torace, si evidenziano questi aspetti:

1) Cardiopatia Ischemica pregressa  2 IMA,  3 bypass aorto-coronarici, insufficienza di pompa cardiaca – 20%,  politerapia con Anticoagulante , Beta bloccante, Calcio Antagonisti.

2) Bronchite Cronica con  conseguente Enfisema Cronico. O2 terapia al bisogno, e Broncodilatatori.

3) Diabete tipo due in terapia con Metformina e Glipizide.

4) Dimagrimento in aumento per difficoltà masticatorie, ma non per mancanza di appetito.

Alla Radiografia Polmonare si evidenziano i segni di bronchitre cronica, torace a botte per enfisema , e discreta dilatazione dell’ombra cardiaca. Negli esami EmatoChimici si presentano alterati la Glicemia, le transaminasi, il tempo di Quick e Ptt , per terapia anticoagulante,  e la Ves.

Il Cardiologo che aveva in cura il Paziente richiedeva una soluzione protesica Odontoiatrica Urgente, ” se possibile”.

DIAGNOSI:  Trattasi di paziente ASA 3 con patologie gravi e  difficoltà di ricupero cicatriziale,  marcata trofia Mandibolare.

La Normalizzazione dei sintomi Cardiologici e Respiratori, ( nessuna fase acuta), mi orientano su un tipo di implantologia  semi invasiva,  per via Transmucosa, e un intervento in anestesia con Carbocaina 3% priva quindi di vasocostrittori, e Protossido di Azoto per via nasale. Monitoraggio pressorio, di O2 e Co2, e Cardio frequenza. Non Faccio Interrompere nessun anticoagulante.

Come si vede dalla radiografia non posso permettermi di utilizzare molto spazio mandibolare e mentoniero. Decido per utilizzare dei miniImplant da 2mm di diametro per 8 di lunghezza, inserendone  tre,  intrforaminali.

Dopo 10 giorni tolgo i punti di sutura e procedo alla ribasatura della sua vecchia Protesi, inserendo gli attacchi nella stessa.

Procedo così al carico su  i tre impianti, a 12 giorni dall’ Intervento.

Il paziente inizia subito la riabilitazione  masticatoria protesica .

Dopo  30 giorni si nota un aumento del peso di 3,5 Kg. Il Suo Cardiologo, ritiene l’intera operazione un successo clinico, per un paziente ASA 3, concordo pienamente.

Dr. Eugenio Ferrari-Gino

ESTRAZIONE DI UNA RADICE DI UN PREMOLARE SUPERIORE SINISTRO

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

Implantologia: guida per il paziente | Le novità

Nanotecnologia

Si parla di Nanotecnologia quando si può controllare la produzione e la disposizione di particelle SUBMICROMETRICHE, di dimensioni comprese tra 0 e 100 nanometri in grado di indurre effetti specifici.

Impianti con Nanotecnologia
Vengono depositati sulla superficie degli impianti dei nanocristalli di Calcio Fosfato. I nanocristalli sono legati tra di loro da dei legami solidi
covalenti. Questa caratteristica permette di distinguere questi impianti da altri rivestimenti.
I nanocristalli occupano il 50% della superficie impiantare. Il peso complessivo dei nanocristalli nell’impianto è di soli 20 microgrammi contro i 20.000 presenti su una superficie rivestita. Si viene ad avere un aumento tridimensionale della superficie impiantare all’interdigitazione ossea.
I nanocristalli assorbono la Fibronectina (proteina plasmatica deputata alle interazioni cellulari). Subito dopo aver impiantato inizia il processo di guarigione
ossea, la Fibronectina velocizza il processo di degranulazione piastrinica ed in seguito tutti i processi osteogenetici, che normalmente impiegano tempi molto più
lunghi. Inoltre i Nanocristalli sono depositati su di una superficie tubolare detta emulante le funzioni tattiche dei tuboli dentinali.
Questo tipo di substrato è ottenuto tramite sottrazione acida che determina, un consistente aumento di adesione fibrinica e di attrazione cellulare.
In altri termini, con i nanocristalli nell’impianto, la zona ossea impiantata guarisce prima. Quindi si può caricare protesicamente in tempi brevi, circa due/tre mesi.

La linea cementante è la prima matrice che si forma durante la ricostruzione del nuovo osso. È una sorta di matrice mineralizzata non collagene che si interdigita con la matrice collagene demineralizzata lasciata dal processo di riassorbimento degli osteoclasti. Dopo la formazione della linea cementante gli osteoblasti assemblano le fibre collagene extracellulari necessarie alla mineralizzazione del nuovo osso.

Possiamo sintetizzare le fasi di mineralizzazione ossea in questo modo:
Fase 1: Assembramento delle proteine non collagene
Fase 2: Nucleazione dei minerali
Fase 3: Crescita dei cristalli di H.A.
Fase 4: Elaborazione delle fibre collage e Mineralizzazione

Concludendo si può dire che alcuni nuovi impianti messi in commercio , durante la fase di mineralizzazione ossea, permettono una articolata interdigitazione della linea cementante con una superfice strutturata tridimensionalmente a livello nanometrico.

Il carico immediato

Dopo aver impiantato 4-6 impianti, si esegue un’impronta per il laboratorio odontotecnico, che nel giro di 4 ore svilupperà una protesi provvisoria da fissare su alcuni impianti o su tutti.
In pratica il mattino si esegue l’intervento e nel tardo pomeriggio si fissa la protesi finita provvisoria.
Generalmente quando è possibile si mettono 2/3 impianti per area implantare ossea di cui solo uno sarà sottoposto a carico immediato.
In questo modo si possono avere 2+2+2 impianti a carico immediato su protesi provvisoria. I restanti impianti verranno utilizzati dopo 2/3 mesi per completare il carico sulla nuova protesi fissa.

Parallelismo implantologico e preparazione all’impronta per la protesi provvisoria.

Protesi su impianti.

Sorriso post-operatorio.

Impianto post estrattivo

Subito dopo una semplice estrazione si può eseguire un implantologia immediata. Valutando una Tac Dental Scan, in modo obbiettivo e scrupoloso, si sceglie l’impianto di tipo conico.
L’operatore modificherà l’alveolo osseo con particolari frese e posizionerà l’impianto adatto al sito ricevente.
Subito dopo si colmeranno gli spazi vuoti con osso sintetico o autologo (del paziente), prelevato con la tecnica mini invasiva di rimozione dell’osso corticale (bone screaping) e matrice ialina.
Nel giro di due mesi si potrà mettere il dente finito “corona in zirconia o ceramica” , lo spazio vuoto viene riempito con un provvisorio “Meryland” estetico.

In sequenza: Dente estratto e subito impiantato con impianto endosseo dopo la guarigione dei tessuti; Conclusione dopo 8 settimane.

Ricostruzione ossea mascellare e mandibolare | Rialzo del seno mascellare

Alcune volte purtroppo, non ci sono le possibilità di eseguire l’implantologia osteointegrata per mancanza ossea sia nella mandibola sia nella mascella.
Si possono ricostruire a seconda delle carenze gli alveoli ossei (dove erano presenti i denti precedentemente), eseguire innesti ossei intra-sinusali, rialzare l’antro o seno mascellare per permettere l’inserimento di impianti.
Esiste un metodo chirurgico del prelievo osseo non troppo invasivo per il paziente.
Il bone screaping, ossia levigare zone mandibolari o mascellari e mentoniere dove l’osso è più spesso, con degli strumenti appositi.
L’osso autologo è quello del paziente che dopo essere stato prelevato viene utilizzato con l’osso biologico industriale, e messo nei punti dove manca. Successivamente viene rinforzato e chiuso da matrice ialina e membrane non riassorbibili rinforzate in titanio o riassorbibili. Questo a seconda del progetto dell’operatore chirurgico.

Ricostruzione alveolare con implantologia osteointegrata, in caso di edentulia inferiore (mancanza totale di denti), il primo impianto di sx è provvisorio per carico immediato.

La ricostruzione ossea dopo l’intervento richiede un tempo di guarigione (consolidamento osseo) di almeno 4 mesi.

Granuli di osso 500-1000 um sintetico, misti all’osso del paziente prima di inserire la membrana non riassorbibile.

Protesi provvisoria totale inferiore a fine intervento, con prova Superiore in cera “vallo”.

 

In sequenza: Implantologia per recuperare un premolare e molare inferiore destro con assenza di osso mandibolare; Posizionamento di osso del paziente prelevato in zona ramo mandibolare e osso sintetico; Copertura e fissaggio con membrana non riassorbibile rinforzata in titanio; Punti di sutura in gore.

Il seno mascellare
Cavità pneumatica (piena di aria) ricoperta da una membrana epiteliale. Nella parte inferiore si connette con l’osso mascellare dove ci sono o c’erano i denti.
Attraverso delle tecniche non traumatiche si aggiunge osso, prelevato dal paziente se il rialzo è cospicuo, con osso sintetico nel caso il rialzo sia minimo. La necessità di rialzare il seno mascellare nasce dall’esigenza di avere un impianto stabile e di lunghezza idonea per i denti premolari e molari superiori.
La mancanza del dente comporta un riassorbimento osseo di 2,5 mm/anno dalla cresta ossea (corticale ossea).

Tac Dental Scan
Tac Dental Scan Mascellare Atrofico, le cavità nere sono il seno mascellare di destra e sinistra.

Una volta eseguito l’innesto osseo ci vuole un tempo di guarigione e ricostruzione ossea che va (a seconda dei casi) da 4 mesi a un anno.

Circolare in ceramica su impianti in una bocca senza denti

Molti pazienti mi chiedono se possono da una bocca senza denti, ricostruire con pochi impianti (minor spesa) una struttura fissa circolare. L’idea di buttare via una protesi totale ad appoggio mucoso in resina è il sogno di chi la porta da anni. “Voglio tornare a masticare come una volta!”
Oggi a seconda della qualità di osso che il paziente dispone (ricostruzione o no), si possono inserire 3, 4, 6 impianti e montare un sistema circolare fisso in Ceramica o Zirconia.

Vediamo come
Dopo aver stabilito la connessione con gli impianti, il tecnico forma uno scheletrato in titanio rinforzato, che verrà adattato negli abutment di impianto esterno.

Si ringrazia lo Studio Tre snc per la gentile concessione delle foto dal laboratorio (prime tre). L’ultima immagine dimostra il distacco tra gengiva e protesi fissa molto estetico.