FRATTURA DI UN MOLARE

ESTRAZIONE INEVITABILE

Leica Picture, Frattura intercuspidale mediana

Il paziente dopo un pasto con la presenza di noci, ha trovato una parte del guscio che ha provocato durante un morso una profonda frattura con immediato dolore.

Leica Picture, Apertura della rima di Frattura su 4.6

Inevitabile dopo adeguata anestesia è l’estrazione, in quanto è impossibile per l’odontoiatra eseguire una devitalizzazione o ancor peggio una conservativa.

Leica Picture, Frattura in valutazione Microscopica con visione del canale dela radice distale
Dopo l’estrazione si esegue la rigenerativa ossea, con osso Autologo(prelievo dal ramo mandibolare) e sintetico, per ricompattare l’osso e preparare il sito per una implantologia.
Subito dopo l’implantologia, si esegue una preparazione ossea del ramo mandibolare, con una seconda applicazione di materiale rigenerativo e la copertura dei lembi fino a guarigione chirurgica per seconda intenzione.
La sutura, poi l’attesa di 4/6 mesi per iniziare la parte protesica.

In questo modo abbiamo evitato un peggioramento della struttura ossea sottostante, rigenerandola permettendo così al paziente di riavere un elemento masticatorio e la sua estetica.

Studio Ferrari Odontoiatria

CISTECTOMIA IN ZONA INCISALE DEL MANDIBOLARE

Un intervento necessario per salvare i denti adiacenti e ridare forma a un osso necrotico e deforme.

Dopo 6/8 mesi di rigenerazione dell’osso con il materiale sostitutivo sintetico, si può procedere a un controllo con tac Cone Beam, per lo studio implantologico e ridare la funzionalità e sorriso al paziente.

VIDEO REALIZZATO NELLO STUDIO FERRARI

ADATTARE IL PIANO TERAPEUTICO IMPLANTARE NEI FUMATORI DA UNA RICERCA CINESE

 

Un Nuovo studio cinese sul danno del fumo negli impianti, (in letteratura non si contano più), ha messo in confronto la stabilità in 12 settimane e ha notato che quest’ ultima non si è modificata , tranne che nella lentezza dell’osteointegrazione. Ma questo in Europa e negli USA era ben noto già da tempo, in realtà cosa c’è di nuovo? (Nulla).

Lo studio, intitolato “Effect of heavy smoking on dental implants placed in male patients posterior mandibles: A prospective clinical study”, è stato condotto dai ricercatori del First Affiliated Hospital dell’Università di Xi’an Jiaotong in Cina. I risultati sono stati pubblicati sul numero di dicembre 2016 del Journal of Oral Implantology. ( Da dove prendiamo spunto)

La ricerca ha confermato quello che già si sapeva, ha ridimostrato che il fumo può condizionare negativamente l’integrazione tra impianto e osso. Il Fumo influenzerà sempre il processo di guarigione osseo e paradontale , quindi ritardo nell’osteointegrazione , e nella cicatrizzazione. Evitare il carico immediato è ancora più imperativo!

La ricerca si è basata sull’uso di impianti noti e di conusciuta marca. I 45 impianti,  sono stati inseriti nelle mandibole posteriori parzialmente edentule di 32 pazienti di sesso maschile, di cui 16 erano  forti fumatori e 16 non fumatori. La stabilità dell’impianto e la risposta sui tessuti perimplantari sono state valutate alla  3, 4, 6, 8 e 12 settimana dell’inserimento.

Tutti i due gruppi hanno raggiunto l’osteointegrazione  alla fine della 12 settimana, con differenze di guarigione  ossea e mucogengivale completamente rallentata rispetto alla categoria  dei non fumatori. In più i fumatori hanno evidenziato l’insorgenza di tasche paradontali, e di non completa osteointegrazione a livello del collo degli  impianti inseriti sino alla zona crestale ossea. Stranamente in questo studio sembra che il fumo non abbia avuto alcun effetto sulla formazione di placca e il sanguinamento sulculare.

Concludendo i ricercatori cinesi, raccomandano di modificare il piano terapeutico nei forti fumatori, allungando i tempi di carico, e monitorare costantemente l’igiene orale ed eventuali insorgenze di perimplantiti nel tempo.

Secondo la nostra deduzione di operatori , questo studio non scopre niente di nuovo, ma conferma quello che sin dai tempi di Branemark, si diceva al paziente; Fumo, Diabete ,e Scarsa Igiene, nuoceranno sempre agli impianti e per questo, devono essere trattati e monitorati nel tempo diversamente.

SIMULAZIONE IMPLANTOLOGICA

IMPLANTOLOGIA DI UN SINGOLO ELEMENTO IL 3.3

La durata dell’intervento è breve, la dose di anestesia è 1/2 fiala, nessun tipo di dolore. Possibile gonfiore. Dopo 1 mese si inizia a preparare la parte superiore che accoglierà la corona in ceramica.

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

PROTESI SU IMPIANTI CON BARRA

Barra con attacchi su 4 impianti

Con solo 4 impianti in paziente Edentulo (senza denti) e osso sufficiente, abbiamo studiato una Barra avvitata sugli  impianti corredata di attacchi speciali che si inseriscono sulla protesi senza palato, per la soddisfazione del paziente sia estetica , masticatoria, ma sopratutto per aver evitato la zona palatale per lui molto sensibile.

 

La barra fotografata attraverso uno specchio

 

La protesi applicata alla Barra

 


UN IMPIANTO SEMPLICE.. TUTTO QUI !

VIDEO ESEGUITO NELLO STUDIO FERRARI

IMPLANTOLOGIA IN ZONA EDENTULA DA TRE ANNI MASCELLARE SUPERIORE IN DONNA DI 60 ANNI

Dopo tre anni senza tre elementi il 13, 14, 15, la paziente di 60 anni mi chiede una riabilitazione protesica fissa. Si procede con lo studio Tac Dental Scan per valutare la struttura ossea se idonea ad accogliere impianti.

La Tac da un responso positivo e si procede con l’implantologia osteointegrata utilizzando impianti di diametro 4, e di lunghezza 9.

Dopo 15 giorni, si esegue il carico con una protesi fissa  in resina,  la guarigione dei tessuti attorno agli impianti si concretizza circa due mesi dall’intervento, qundi si procede nell’inserimento di una protesi fissa in  metallo /ceramica da 13 a 16, ridando funzionalità masticatoria ed estetica alla paziente.

 

 

foto 1

Foto 2 fine del lavoro

 

IMPLANTOLOGIA MANDIBOLARE CON ATROFIA OSSEA ASSOCIATA A PATOLOGIE MEDICHE RILEVANTI

La mancanza assoluta della cresta ossea mandibolare, impedisce il normale posizionamento della protesi totale, che sfugge  al paziente durante la masticazione e nelle articolazioni delle parole.


Il Caso :

Il paziente si presenta nel mio studio chiedendo se era possibile fermare la sua protesi nonostante la mancanza di osso, la sua età( 86 anni), e le sue diverse patologie.

Dopo un accurato esame clinico Medico Odontoiatrico, e una attenta valutazione degli ultimi esami ematochimici , delle radiografie, OPT Panoramica ,Torace, si evidenziano questi aspetti:

1) Cardiopatia Ischemica pregressa  2 IMA,  3 bypass aorto-coronarici, insufficienza di pompa cardiaca – 20%,  politerapia con Anticoagulante , Beta bloccante, Calcio Antagonisti.

2) Bronchite Cronica con  conseguente Enfisema Cronico. O2 terapia al bisogno, e Broncodilatatori.

3) Diabete tipo due in terapia con Metformina e Glipizide.

4) Dimagrimento in aumento per difficoltà masticatorie, ma non per mancanza di appetito.

Alla Radiografia Polmonare si evidenziano i segni di bronchitre cronica, torace a botte per enfisema , e discreta dilatazione dell’ombra cardiaca. Negli esami EmatoChimici si presentano alterati la Glicemia, le transaminasi, il tempo di Quick e Ptt , per terapia anticoagulante,  e la Ves.

Il Cardiologo che aveva in cura il Paziente richiedeva una soluzione protesica Odontoiatrica Urgente, ” se possibile”.

DIAGNOSI:  Trattasi di paziente ASA 3 con patologie gravi e  difficoltà di ricupero cicatriziale,  marcata trofia Mandibolare.

La Normalizzazione dei sintomi Cardiologici e Respiratori, ( nessuna fase acuta), mi orientano su un tipo di implantologia  semi invasiva,  per via Transmucosa, e un intervento in anestesia con Carbocaina 3% priva quindi di vasocostrittori, e Protossido di Azoto per via nasale. Monitoraggio pressorio, di O2 e Co2, e Cardio frequenza. Non Faccio Interrompere nessun anticoagulante.

Come si vede dalla radiografia non posso permettermi di utilizzare molto spazio mandibolare e mentoniero. Decido per utilizzare dei miniImplant da 2mm di diametro per 8 di lunghezza, inserendone  tre,  intrforaminali.

Dopo 10 giorni tolgo i punti di sutura e procedo alla ribasatura della sua vecchia Protesi, inserendo gli attacchi nella stessa.

Procedo così al carico su  i tre impianti, a 12 giorni dall’ Intervento.

Il paziente inizia subito la riabilitazione  masticatoria protesica .

Dopo  30 giorni si nota un aumento del peso di 3,5 Kg. Il Suo Cardiologo, ritiene l’intera operazione un successo clinico, per un paziente ASA 3, concordo pienamente.

Dr. Eugenio Ferrari-Gino